21 luglio 2006

15. DECALOGO DELLA COCA … DECÁLOGO DE LA COCA … COCA DECALOGUE …












01. La COCA è AUTOCTONA
un simbolo insostituibile dell’identità andina,
protetto dai diritti culturali dei Popoli.
02. La COCA è VERDE
componente dell’ecosistema della regione andino-amazzonica, cosí come tutte le piante che ci circondano.
03. La COCA è ALIMENTO
un insieme di nutrienti indispensabili per complementare ed integrare l’alimentazione umana (proteine, vitamine, ferro, calcio, fosforo, etc.).
04. La COCA è SALUTE
un rimedio tradizionale e naturale, che protegge e rafforza l’organismo umano, nel caso delle patologie più comuni.
05. La COCA è DIGNITÁ
sigilla con un sigillo d’oro il ruolo protagonico del Popolo, che, nella Coca, afferma la sua autostima ed il suo diritto ad essere partecipe dello scenario nazionale ed internazionale.
06. La COCA è FRATERNITÀ
da molti secoli, la fogliolina verde favorisce, fortifica e mantiene l’integrazione e l’organizzazione dei gruppi sociopolitici e delle comunità rurali.
07. La COCA è GIUSTIZIA SOCIALE
bandiera di resistenza nelle innumerevoli lotte che il Popolo sostiene per rivendicare i suoi diritti nel sistema politico mondiale che schiaccia, stritola ed esclude i meno fortunati.
08. La COCA è ECONOMIA
una risorsa capace d’alimentare diversi progetti autosostenuti agroindustriali, al fine di generare entrate economiche legali e giuste, così come tutte le altre risorse naturali. La COCA non è la RUOTA di SCORTA del CAFFÈ o del CACAO!
09. La COCA è SOVRANITÀ
convoca ed aggrega tutti coloro che si identificano in uno stesso Popolo, contro qualunque attentato, dichiarato o latente, da dentro o da fuori le frontiere.
10. La COCA è VITA
sorgente di memoria storica che incoraggia il Popolo, nella realizzazione del suo progetto di sviluppo, unità e felicità.









01. La COCA es NUESTRA

un símbolo irremplazable de nuestra Identidad,
defendido por los Derechos culturales de los Pueblos.
02. La COCA es VERDE
componente del ecosistema de la región andino-amazónica,al igual que todas las plantas que nos rodean.
03. La COCA es ALIMENTO
un cofre de nutrientes indispensables para complementar e integrar la alimentación humana (proteínas, vitaminas, hierro, calcio, fósforo, etc.).
04. La COCA es SALUD
un remedio tradicional y natural, que protege y fortalece el organismo humano, en el caso de las enfermedades más comunes.
05. La COCA es DIGNIDAD
sella con broche de oro el rol protagónico del Pueblo, que, en la Coca, afirma su autoestima y su derecho a participar en el escenario nacional e internacional.
06. La COCA es HERMANDAD
desde muchos siglos, la hojita verde favorece, fortalece y mantiene la integración y la organización de los gremios y las comunidades rurales.
07. La COCA es JUSTICIA SOCIAL
bandera de resistencia en el sin fin de luchas que el Pueblo sigue manteniendo para la reivindicación de sus derechos dentro del sistema político mundial que machaca, tritura y excluye a los más desposeídos.
08. La COCA es ECONOMIA
un recurso capaz de alimentar diferentes proyectos autosostenidos de agroindustria, a fin de generar ingresos económicos lícitos y equitativos, al igual que todos los otros recursos naturales. ¡La COCA no es el REPUESTO del CAFÉ o del CACAO!
09. La COCA es SOBERANÍA
convoca y agrega a todos los que se identifican en un mismo Pueblo, en contra de cualquier atentado, declarado o latente, desde dentro o desde fuera de las fronteras.
10. La COCA es VIDA
manantial de memoria histórica que alienta al Pueblo, en la realización de su proprio plan de desarrollo, unidad y felicidad.









01. COCA LEAF is NATIVE
an irreplaceable symbol of cultural Identity, protected among the Rights of the People.

02. COCA LEAF is GREEN
it’s part of the ecosystem of the Andean and Amazon region, as well as all the plants around us.
03. COCA LEAF is FOOD
an indispensable nutrients chest, able to complement human feeding (proteins, vitamins, Iron, Calcium, Phosphorous, etc.)

04. COCA LEAF is HEALTH
a traditional and natural remedy, that protects and strengthens the human body, in case of most common diseases ( digestive disorders, infections of the skin, eyes, ears, dental pathology, anemia, physical and psychic weakness)

05. COCA LEAF is DIGNITY
it seals with gold clasp the protagonic role of the People, asserting, in Coca Leaf, their selfesteem and their right to participate in the national and international actions.

06. COCA LEAF is BROTHERHOOD
since many centuries ago, the little green leaf favors, strengthens and maintains the integration and the organization of the trade unions and the rural communities.

07. COCA LEAF is SOCIAL JUSTICE
A resistance flag in the endless number of struggles that the People continue to maintain for the recovery of their rights within the political system that crushes, mashes and excludes them.
08. COCA LEAF is ECONOMY
a resource capable to feed different self-sustained agroindustrial iniciatives, in order to generate equitable and lawful economic income, as well as all the others natural resources.
COCA is not the REPLACEMENT of COFFEE or COCOA!
09. COCA LEAF is SOVEREIGNTY
it convokes and gets together all the individuals and groups, identifying themselves in Coca, against any attempt, declared or latent, inside or outside the boundaries of the nations.
10. COCA LEAF is LIFE
an historical spring, encouraging the People, in the accomplishment of their own development plan, unity and happiness.

14. USO TRADIZIONALE DELLA FOGLIA DI COCA ... USO TRADICIONAL DE LA HOJA DE COCA ... TRADITIONAL USE OF COCA LEAF













L'uso tradizionale della foglia di Coca si realizza in modo rituale e rappresenta uno dei cardini dell’identità culturale del mondo andino-amazzonico.
Prima di tutto si realizza una corta cerimonia, che consiste nel scegliere con molta cura tre foglie di Coca, chiamate “cocak’intu” che si tengono in mano come un piccolo ventaglio e si offrono ai tre mondi, al Hananpacha, Kaypacha e Uckupacha, facendo il “Much’ay” che è un atto reverenziale, cioè si bacia il “cocak’intu” e lo si innalza nelle tre direzioni, per entrare in contatto con la cosmovisione e tutte le sue forze magiche, mitiche e misteriose, che guidano la Vita.
Si scelgono poi le foglie una ad una - da una quantità comune, sparsa su una lliclla o awayu, tessuto a mano con la lana ed i colori tradizionali, nell'ambito di cerimonie o momenti sociali, o dalla chuspa, piccola sacca individuale dello stesso tessuto, durante i lavori pesanti della miniera, dell'agricoltura o le lunghe marce in situazioni ambientali sfavorevoli - e se ne fà un bolo, che si colloca tra la guancia e la gengiva, mano a mano che le foglie si vanno aggregando, dopo essere state appena un poco umettate dalla saliva.
Non è corretto parlare di masticazione, perché ciò non avviene nel significato che ha il termine nelle principali lingue conosciute: il movimento involontario dei muscoli facciali esercita una pressione sul bolo di foglie che è trattenuto dalla parete rigida della gengiva, provocando la spremitura del succo dal bolo di foglie, un succo piacevolmente agrodolce, con il quale si ingerisce almeno il 70% del potere calorico e dei componenti nutritivi ed alcaloidei della foglia di Coca. In questo processo si utilizza come alcalinizzante la llipta, accessorio del pijcheo, fatto di ceneri di cereali andini, con elevato contenuto di calcio. Il sapore amaro della llipta si addolcisce tradizionalmente con il chamiri, un legno che viene dalla tradizione dei machiguenga, che si morde a piccoli pezzetti che si mescolano con il pijchu. Gli abituati al pijcheo dicono … senza ulteriori spiegazioni ... che "si sentono bene e sopportano fame e stanchezza"

Secondo la tradizione andina si possono fare da 3 a 4 boli di foglie di Coca (circa 12,5 grammi ciascuno) in una giornata; ogni bolo viene lasciato in situ e succhiato, finchè emette succo; poi è possibile masticare ed ingerire il bolo, assorbendo così il 100% del contenuto della Coca, in caso di nutrizione d’emergenza, o lo si getta, ritrovandosi le foglie “intere”, perché non triturate dalla masticazione.


L'uso tradizionale e naturale della foglia di Coca ha funzione di supporto e complemento energetico in situazioni di disagio climatico o di estrema fatica; anche se non sostituisce mai l’apporto alimentare e, appena possibile, chi usa la Coca naturale introduce alimenti, specialmente a base di carboidrati, per riporre quella quota che, anche grazie all'azione della Coca, è stata bruciata come fonte energetica supplementare: così la foglia di Coca agisce come Energia di riserva.









El uso tradicional de la Coca (pijcheo o chajchado o aculliku) se realiza de manera ritual y representa uno de los elementos imprescindibles de la identidad cultural del mundo andino-amazónico.

Para empezar el pijcheo se realiza una corta ceremonia, que consiste en escoger con mucho cuidado tres hojas de Coca, cuyo conjunto se llama “cocak’intu”; se mantienen paraditas entre los dedos, como si fueran un pequeño abanico, y se ofrecen a los tres mundos, el Hananpacha, el Kaypacha y el Uckupacha, realizando el “Much’ay” un acto reverencial, como un beso hacia las tres direcciones, arriba, al medio y abajo, para entrar en contacto con la cosmovisión y todas sus fuerzas mágicas, míticas y misteriosas, que guían la Vida.

Las hojas se escogen una a una - de una cantidad común, esparcida sobre una lliclla o awayu, tejido hecho a mano con lana y colores tradicionales, en el ámbito de ceremonias o momentos sociales, o desde la chuspa, bolsita individual del mismo tejido, durante los trabajos pesados en la mina, o en el campo, o en las caminatas en condiciones climáticas desfavorables – y se hace una bolita, q se acomoda entre la encía y la mejilla, mano a mano que las hojas se van agregando, luego de haber sido remojadas con la saliva.
No es correcto hablar de masticación, porque lo que se hace es aspirar el jugo generado por el movimiento involuntario de los músculos de la cara, que ejercen una ligera presión sobre el pijchu de Coca, mantenido en su lugar por la pared rígida de la encía, aprovechando así el 70% 
de las calorías, nutrientes y alcaloides de la hoja de Coca. En este proceso se utiliza como alcalinizante la llipta, accesorio del pijcheo, hecho de cenizas de cereales andinos, con elevado contenido de calcio. El sabor amargo de la llipta se endulza tradicionalmente con el chamiri, una maderita que viene de la tradición de los machiguengas, que se mordizca en pequeños pedacitos que se mezclan con el pijchu. Los acostumbrados al pijcheo dicen … sin más detalles ... que se "sienten bien y aguantan hambre y cansancio"
Según la tradición andina se pueden realizar de 3 a 4 bolos de hojas de Coca (un promedio de 12,5 gramos cada uno) por día; cada bolita se queda en su lugar y se “chupa”, hasta que haya jugo; luego se puede masticarlo y avalarlo, ingeriendo así el 100% del contenido de la Coca, en caso de requerimiento urgente de alimento, o se escupe la bolita, quedando las hojas “enteras”, porque no han sido machucadas por la masticación, más bien “chupadas”.
El uso tradicional y natural de la Coca tiene función de soporte y complemento nutricional en situaciones climáticas extremas o agotamiento físico-psíquico, sin llegar nunca a remplazar el aporte nutricional, porque apenas posible, los acostumbrados a la Coca natural ingieren alimentos, especialmente a base de carbohidratos, para reponer aquellos que, también por efecto de la Coca, han sido convertidos en lo que es la Coca ... ¡ Energía de reserva ... !





























13. COCA ANCESTRALE … COCA ANCESTRAL … ANCESTRAL COCA …











Durante secoli, la Coca è stata considerata una pianta sacra e prodigiosa, dotata di proprietà straordinarie.

Il mondo andino è ancora oggi fortemente vincolato alle tradizioni e le foglie di Coca sono offerte agli dei della natura; la Coca ha conservato una grande importanza nelle comunità indigene e si trovano ovunque i segni della venerazione di cui è fatta oggetto, sia in modo rituale, che per il valore medicinale e nutritivo.
Le foglie di Coca sono usate dagli "yatiris" (coloro che sanno, i saggi) per effettuare riti e sortilegi, per richiedere il favore delle divinità che siano propizie alla semina, al raccolto, alla vita sociale della comunità, al momento dei matrimoni, nascite, funerali .
Il rito delle offerte alla Pachamama o Cerimonia del Pago si realizza nel momento della semina: i preparativi si sviluppano in ottobre, quando spuntano i primi germogli dal terreno.
La comunità si riunisce al suono delle musiche tradizionali, appositamente scelte per accompagnare la celebrazione in onore della Pachamama, per la quale il più anziano della comunità, chiamato “ achachila" offre preghiere e libagioni, mentre gli altri anziani raccontano miti, leggende e così trasmettono la tradizione orale di generazione in generazione.
La sacra foglia di Coca diventa il fulcro della celebrazione e l’alimento principale della comunità, secondo la profezia dei saggi andini, per i quali la Coca delle Ande, nel suo uso tradizionale e medicinale, non ha mai smesso di essere altro che la pianta sacra e prodigiosa, il simbolo di forte coesione e aggregazione sociale dell’identità andina.









Durante muchos siglos, la Coca ha sido considerada una planta sagrada y prodigiosa, dotada de propiedades extraordinarias.

El mundo andino está todavía muy vinculado con las tradiciones alrededor de la Coca y sus hojas se ofrecen a las deidades de la naturaleza. La Coca ha conservado una grande importancia en las comunidades indígenas y se encuentran por todo lado los signos de la veneración q se le brinda, sea de manera ritual, que por su valor medicinal y nutricional.
Los "yatiris" (quienes saben, los sabios) usan las hojas de Coca para realizar rituales y magias, para pedir el favor de las deidades, que sean propicias hacia la siembra, la cosecha, la vida social de la comunidad, las bodas, los nacimientos, los entierros.
El ritual de las ofrendas a la Pachamama o Ceremonia del Pago se realiza en el momento de la siembra.
La comunidad se reune, mientras se tocan músicas tradicionales, elegidas especifícamente pa’ acompañar la celebración en honor de la Pachamama, para quien el más anciano de la comunidad, llamado “ achachila" ofrece oraciones y ofrendas, mientras q los ancianos cuentan mitos y leyendas, transmitiendo la tradición oral de generación en generación.
La hoja sagrada de Coca se convierte en el elemento maestro de la celebración y el alimento principal de la comunidad, según la profecia de los sabios andinos, para quienes la Coca de los Andes, en su uso tradicional y medicinal, nunca dejó de ser la planta sagrada y prodigiosa, un símbolo de fuerte cohesión y agregación social de la identidad andina.









During the centuries, Coca has being considered a sacred and prodigious plant, endowed with extraordinary properties.

The Andean world is still nowadays strongly liaised to the traditions involving Coca and the leaves are offered to the divinities of the nature; Coca maintains a great importance in the native communities and many signs can be found all over about the worship that Coca deserves, both ritually and for the nutritional and medicinal value.
Coca leaves are used by the "yatiris" (people who have the knowledge, the wise masters) to perform rituals and magics, to call for the favor of the divinities, so that they might be propitious in the different occasions and happenings of social life in the communities, when there are weddings, births, funerals .
The ritual ceremonial offer to Pachamama is realized at the time of the sowing.
The community gets together, in the middle of traditional musics, selected to follow the celebration in honour of Pachamama, while the senior of the community, called “ achachila" recites prayers and presents offer; the other elderly people tell miths and legends, transmitting the oral tradition, from generation to generation.
The sacred leaf of Coca becomes the axis of the celebration and the main aliment of the community, according to the profecy of the wise andean masters, believing that the Coca of the Andes, in its traditional and medicinal use, never stopped being the sacred and prodigious plant, a symbol of strong cohesion and social aggregation of the Andean identity.

12. COSMOVISIONE ANDINA … COSMOVISIÓN ANDINA … ANDEAN COSMOVISION …











In tutte le culture originarie - e specificamente nel mondo andino - si mantiene solida nel cammino dei secoli la COSMOVISIONE. La Cosmovisione si basa sulla Cosmogonia, che è la fase mitologica della spiegazione del mondo. E’ quella visione globale della realtà in tutte le sue sfaccettature e manifestazioni, il cui obiettivo finale è l’armonizzazione di ogni elemento, materiale o spirituale, individuale o collettivo, che riconosce le diversità e le pluralità come ricchezze nell’unità.
Nel mondo andino il HANANPACHA, o mondo dei cieli, ospita gli esseri celestiali, le divinità,le costellazioni, gli astri, l’arcobaleno, i fulmini, le nubi; il KAYPACHA, o mondo terreno, mondo di qui, raduna gli esseri della terra, le montagne, i fiumi, i laghi, gli animali, le piante, gli esseri viventi; l’UCKUPACHA, o mondo interiore, mondo del mistero, è popolato dai MALLQUIS, che sono i semi ed anche gli antenati, che sono sepolti nella profondità della terra, affinché da essa nascano nuove vite.
Tra il mondo interiore, del mistero e il mondo terreno esiste una comunicazione fisica, attraverso le aperture della terra, grotte, crateri, lagune, chiamati PAQARINAS, legate all’origine degli esseri viventi
Tra il mondo terreno, il mondo di qui, e il mondo dei cieli la comunicazione è ideale, spirituale; l’uomo si converte nel mediatore ed interprete dei messaggi del mondo dei cieli.
Il mondo andino, nella sua ubicazione geografica nell’emisfero australe, riconosce come simbolo la costellazione della CROCE del SUD, chiamata fin dall’antichità, in quechua, CHAKANA, termine nato dall’unione delle parole CHAKA (ponte, unione) e HANAN (i cieli), o dalla stessa parola CHAKANA (scala), significando l’unione con il HANANPACHA, il mondo celestiale. Il disegno riconosciuto come CHAKANA è un’efficace e complessa rappresentazione grafica del concetto della COSMOVISIONE e dei livelli e collegamenti dei tre mondi simultanei, paralleli e comunicanti.










Todas las culturas originarias – y específicamente en el mundo andino – se fundamentan a lo largo de los siglos sobre la COSMOVISIÓN. La Cosmovisión se arraiga en la Cosmogonìa, que es la etapa mitológica de la explicación del mundo. Es aquella visión global de la realidad en todas sus facetas y manifestaciones, cuyo objetivo final es la armonización de cada elemento, material o espiritual, individual o colectivo, que reconoce las diversidades y las pluralidades como riquezas en la unidad.

En el mundo andino el HANANPACHA, o mundo de los cielos, hospeda a los seres celestiales, las deidades, las costellaciones, los astros, el arcoiris, los relámpagos, las nubes; el KAYPACHA, o mundo earthly, mundo de aquí, reune a los seres de la tierra, las montañas, los ríos, las lagunas, los animales, las plantas, los seres vivientes; el UCKUPACHA, o mundo interior, mundo del misterio, está poblado por los MALLQUIS, que son las semillas y también los ancestros, que están enterados en la profundidad de la tierra, para que nazcan de ellos unas nuevas vidas.
Entre el mundo interior, del misterio y el mundo earthly existe una comunicación física, por las aberturas de la tierra, cuevas, crateres, lagunas, llamadas PAQARINAS, relacionadas con el orígen de los seres vivientes.
Entre el mundo earthly, el mundo de aquí, y el mundo de los cielos la comunicación es ideal, espiritual; el hombre se convierte en el mediador e intérprete de los mensajes del mundo de los cielos.
El mundo andino, en su ubicación geográfica en el hemisferio austral, reconoce como símbolo la constelación de la CRUZ del SUR, llamada desde los tiempos antiguos, en quechua, CHAKANA, término originado de la unión de las palabras CHAKA (puente, unión) y HANAN (los cielos), o de la misma palabra CHAKANA (escalera), significando la unión con el HANANPACHA, el mundo celestial. La imágen conocida como CHAKANA es una eficaz y compleja representación gráfica del concepto de la COSMOVISIÓN y de los niveles y conexiones de los tres mundos simultáneos, paralelos e intercomunicantes.











All the native cultures - and specifically in the andean world – are based, all the centuries along, upon the COSMOVISIONE. The Cosmovision is based upon the Cosmogony, which is the mithological phase of the world explication. It is that global vision of reality in all its multiple aspects, whose final objective is to harmonize all the elements, material or spiritual, individual or social ones, recognizing the diversities and the pluralities as richnesses in the unity.

In the Andean world, the HANANPACHA, or the heavenly world, hosts the spiritual entities, the divinities, the costellations, the asters, the rainbow, the lightenings, the clouds; the KAYPACHA, or earthly world, the world of “here”, gets together all the inhabitants of the earth, the mountains, the rivers, the lakes, the animals, the plants, the living beings; the UCKUPACHA, or the internal world, the world of the mistery, is populated by the MALLQUIS, who represent the seeds and also the ancestors, buried in the deepen of the earth, so that from there new lives will be born.
Between the internal world, of the mistery, and the earthly one, there is a physical communication, through the earth’s openings, caves, craters, lagoons, called PAQARINAS, related to the origin of the living beings.
Between the earthly world, the world of “here” and the heavenly world, the communication is ideal, spiritual; the man becomes the mediator and the interpreter of the messages of the heaven world.
The andean world, in its geographical location in the southern hemisphere, recognizes as a symbol the constellation of the SOUTHERN CROSS, called since the ancient ages, in quechua, CHAKANA, a world born from the union of CHAKA (bridge, union) and HANAN (heaven), or from the same word CHAKANA (stair), meaning the union with HANAHPACHA, the heavenly world. The image known as CHAKANA is an effective and complete graphic representation of the concept of COSMOVISION and the levels and connecyion of the three worlds, simultaneous and intercommunicating.

01 luglio 2006

11. IPOTESI GALILEIANA ... HIPÓTESIS DE GALILEO GALILEI ... GALILEO GALILEI’S HYPOTHESIS …












“Eppur si muove”
... così assicurava Galileo Galilei, a proposito del movimento della Terra intorno al Sole ed all’immobilità dell’astro Re, sostenendo la teoria copernicana, in chiave fisica..

Fu accusato di eresia, negletto dalla società sua contemporanea e morì solo, abbandonato e quasi cieco.
Oggi giorno a nessuno verrebbe in mente di contraddire la confermata ipotesi galileiana …
Della Coca (foglia di Coca) è corretto affermare: “Eppur è buona” … e, fra qualche decina d’anni, sarà industrializzata come qualunque altra pianta, ed i suoi prodotti si troveranno nelle erboristerie o nei supermercati … e nessuno se ne sorprenderà …
La cocaina naturale è un principio attivo alcaloideo, con effetto anestetico, il cui nome chimico è “metil estere di benzoil ecgonina”, non assimilabile a ciò che nel mondo si chiama cocaina, la polverina bianca, usata per via nasale o venosa, che agisce come un potente stimolante del sistema nervoso centrale, con conseguente “dipendenza”.
Il nome corretto e completo della polverina bianca da “sniff” è cloridrato di cocaina, che non esiste in natura; ma deve essere elaborato con un processo lungo, complesso e costoso che porta alla distruzione della foglia e dei suoi componenti benefici, per estrarne solo l’alcaloide cocaina naturale e manipolarlo artificialmente.
Quando si ingerisce la foglia di Coca naturale ed integra, per via orale, l’organismo stesso mette in atto i suoi meccanismi per assorbire ciò che è utile e trasformare o eliminare ciò che non serve all’economia dell’organismo.
La cocaina naturale contenuta nella foglia fa sentire il suo effetto con una modesta sensazione anestetica, ma non entra nell’apparato digestivo, essendo idrolizzata dalla saliva in ecgonina, un principio attivo che agisce a livello metabolico, brucia grassi e genera energia …
La foglia di Coca NON contiene nessun principio psicoattivo, che agisca direttamente sul sistema nervoso e quindi la sua sfera d’azione deve essere in modo netto allontanata da quella delle droghe.
Anche se la cocaina naturale può essere manipolata per la produzione di droga, questo non è il suo unico, esclusivo ed obbligatorio destino.
L’uso della foglia di Coca, e per conseguenza della cocaina naturale, dipende da una libera scelta verso l’area verde o verso quella bianca.
“Eppur è buona”










“A pesar de todo, se mueve” ... así aseguraba Galileo Galilei, a propósito del movimiento de la Tierra alrededor del Sol y la inmovilidad del astro Rey, sosteniendo la teoría copernicana, en clave física.
Se le acusó de herejía, fue descuidado por la sociedad contemporánea de su tiempo y murió solo, abandonado y casi ciego.
Hoy en día a nadie se le ocurriría contradecir la confirmada hipótesis de Galileo Galilei …
De la Coca (hoja de Coca) es correcto afirmar: “A pesar de todo, es buena” … y, dentro de unas decenas de años, estará industrializada como cualquier otra planta, sus productos se encontrarán en todas las tiendas naturistas o en los supermercados … y nadie se asombrará …
La cocaína natural es un principio activo alcaloideo, con efecto anestésico, cuyo nombre químico es “metil éster de benzoil ecgonina”, por nada semejante a lo que en el mundo se conoce como cocaina, el polvillo blanco, usado por la vía nasal o venosa, que actua como un poderoso estimulante del sistema nervioso central, con consecuente “addicción”.
El nombre correcto y completo del polvito blanco para “sniff” es clorhidrato de cocaína, que no existe en la naturaleza; mas debe ser elaborado en un proceso largo, complejo y costoso que lleva a la destrucción de la hoja y de sus componentes benéficos, para extraer sólo el alcaloide cocaína natural y manipularlo artificialmente.
Cuando se ingiere la hoja de Coca natural y entera, por la vía oral, el organismo mismo pone en marcha sus mecanismos para absorber lo que es útil y transformar o eliminar lo que no sirve a la economía del organismo.
La cocaína natural contenida en la hoja hace sentir su efecto con una moderada sensación anestésica, mas no entra en el aparato digestivo, siendo hidrolizada por la saliva en ecgonina, un principio activo que actua a nivel metabólico, quema grasas y genera energía …
La hoja de Coca NO contiene ningún principio activo a nivel del sistema nervoso central, que actue directamente sobre el sistema nervioso y entonces su esfera de acción debe ser deslindada de manera muy neta de la esfera de las drogas.
Aunque la cocaína natural puede ser manipulada para la producción de drogas, este no es su único, exclusivo y obligatorio destino.
El uso que se le da a la hoja de Coca, y por consecuencia a la cocaína natural, es una libre elección hacia el área verde o hacia aquella blanca.
“A pesar de todo, es buena”










“On despite of all, it moves” ... Galileo Galilei stated about the movement of the Earth around the Sun and the immobility of the aster Rey.
He was accused of heresy, neglected by his contemporary society and he died alone, abandoned and almost blind.
Actually nobody will contradict the confirmed hypothesis of Galileo Galilei …
About Coca (Coca leaf) is correct to state: “On despite of all, she’s good”… and, in a few years, she’ll be industrialized as any other plant, her products will be offered in any natural shop or supermarket … and nobody will be amazed by…
The natural cocaine is an alkaloid active principle, with an anesthetic effect, whose chemical name is “metil esther of benzoyl ecgonine”, very far from what is known in the world as cocaine, the white powder, used by the nasal or intravenous way, acting as a powerful stimulant of the nervous central system, with a following “addiction”.
The correct full name of the white powder for sniffing is the chlorhydrate of cocaine, which doesn’t exist in nature; but it must be elaborated, in a large, complicated and expensive process, leading to the destruction of the leaf with all her beneficial components, to extract only the natural alcaloid cocaine, to manipulate it artificially.
When the natural and entire Coca is introduced, by the oral way, the body itself activates its mechanisms to absorb what is useful and throw away what isn’t helpful for the body’s balance.
The natural cocaine contained in the leaf generates its effect, through a mild anaesthetic sensation, but it doesn’t enter into the digestive system, being hidrolized by saliva into ecgonine, an active principle acting at a metabolic level, burning fats and generating energy …
Coca leaf does NOT contain any principle acting at the level of the central nervous system and so her action’s area must be clearly and neatly separated from the area of drugs.
Despite the fact that natural cocaine can be manipulated to produce drugs, this is not her unique, exclusive and mandatory destiny.
The use of Coca leaf, and consequently of natural cocaine, depends upon a free election towards the green area or towards the white one.
“On despite of all, She’s good”